La campagna elettorale è partita. Contestualmente: da un lato è cominciato il frenetico lavoro dei tesorieri di partito; dall'altro si lavora e programma per individuare gli obbiettivi e le strategie di comunicazione.
Già; perché questa volta i candidati: da un lato dovranno lavorare completamente senza finanziamenti pubblici, persino senza rimborsi; dall'altro, questa volta per davvero, dovranno lavorare in modo efficiente ed efficace su tutti i media, in particolare sui social.

Quello dei costi sarà un vero e proprio problema che si proporrà in maniera importante, perché oltretutto, con questa legge elettorale, la campagna torna sul territorio. Anzi; i collegi sono oggi persino più grandi di quelli della Mattarellum: circa il doppio. Chi si candida al Senato ad esempio, dovrà muoversi sul territorio per raggiungere almeno 800mila elettori, alla camera 400mila.

Ma come sono messi i partiti sul fronte economico e sul fronte della comunicazione?

Due argomenti che sono come un cane che si morde la coda: per fare comunicazione ci vogliono fondi; e per raccogliere fondi ci vuole comunicazione. È avvantaggiato chi ci ha pensato per tempo. Dal punto di vista economico: Salvini dovrà sbloccare i fondi della Lega; Berlusconi dovrà mettere mano al portafoglio; I 5 Stelle potranno contare sul notevole patrimonio accumulato dalla Casaleggio Associati e credetemi lo useranno; Il PD invece sembra messo veramente male. Tutti gli eletti che devono pagare la quota al partito, non solo non hanno pagato, ma sono anche usciti, compreso Grasso che deve 80mila euro. In tutto, nelle casse di Renzi, mancano più di 2milioni di euro.

Per quanto riguarda la comunicazione, invece, la situazione è difficile da decifrare, i lavori sono ovviamente riservati. Certamente i 5 Stelle possono contare sulla gioiosa macchina da guerra della Casaleggio che ha già dimostrato ampiamente di saperci fare. Il PD forse incaricherà esperti americani come quelli che hanno seguìto Renzi in passato ma dovrà trovare i fondi e delle strategie per i candidati. Salvini e Meloni decisamente stanno già lavorando da tempo con ottimi risultati, a livello locale possono contare su una buona rete radicata, i candidati potranno replicare il format dei leader. Forza Italia potrà contare sulle capacità di Berlusconi a livello centrale ma la parte più importante dovrà essere sostenuta e organizzata dai candidati e dalle sezioni locali, visti i risultati c'è ancora un grande lavoro da fare. I piccoli partitini avranno invece grossi problemi su tutti e due i fronti. Persino Grasso, nonostante la sua popolarità e nonostante i tre mesi di tempo faticherà non poco ad arrivare a regime. Una cosa è certa, queste elezioni saranno caratterizzate dalla raccolta fondi e da un'aspra lotta su tutti i media in particolare sui social. E chi non è preparato perderà le elezioni Oppure si svenerà pagando un esperto ma rischiando comunque di perdere.

In clima di campagna elettorale, il focus sulla comunicazione politica e il paragone con Trump sono d’obbligo, allora ci chiediamo: è possibile una vittoria in Italia del centrodestra così com’è accaduto negli USA? Qual è il ruolo della rete in campagna elettorale?

Ne abbiamo discusso al Centro Studi Americani di Palazzo Mattei di Giove a Roma il 19 dicembre scorso dove si è svolto il convegno [Trumpisti in Rete?]

Panel organizzato da SocialComItalia.com, con la media partnership di Formiche.net, che ha fatto il punto sulla comunicazione digitale del centrodestra italiano.

Tra propaganda, fake news e linguaggio

Durante il dibattito, moderato da Luca Ferlaino (responsabile di SocialCom Italia) abbiamo dato vita ad un nuovo momento di confronto sul mondo della comunicazione politica digitale dedicato interamente allo studio e all’analisi della comunicazione social del centro destra italiano, proiettando le riflessioni anche sulle prossime elezioni politiche. Ecco i pensieri più importanti.

Il paragone con la campagna repubblicana made in USA richiama già scenari preoccupanti secondo il ‘Direttore del Centro Studi Americani’ Paolo Massa: "Bisogna fare attenzione: la corsa alla ricerca del consenso può portare ad un ondeggiamento benevolo verso alcune influenze che sono un cappio al collo. Teniamo fuori dalla campagna elettorale chi non vuole bene al nostro Paese e ha interesse ad influenzare le nostre politiche".

Roberto Arditti, giornalista già direttore de [Il Tempo] ed esperto di comunicazione, ha puntato il dito contro la mancanza di contraddittorio in rete: "Abbiamo visto andare sui social soprattutto le formazioni politiche che devono rimontare e cercare voti. La comunicazione in questo ambito è però spesso unilaterale poiché puoi buttare là una frase, uno slogan e non dover rispondere a chi ti pone domande".

Gennaro Migliore, Sottosegretario di Stato al Ministero della Giustizia, ha fatto un’analisi sulla tardiva risposta del centrosinistra italiano: "La mancata capacità della sinistra di interpretare l’avvento sui Social del centrodestra come un fatto strutturato e potente ci ha portato ad un ritardo nella risposta. Non abbiamo imparato la lezione su ciò che è accaduto negli ultimi 25 anni. Non è la prima volta che la destra si impadronisce di uno strumento di comunicazione popolare, lo ha fatto già con la TV. Io sposto la contesa sul terreno della capacità di costruire un’interpretazione dei fatti basata su dati ed informazioni corretti. Contesto la possibilità di inseguire le altre formazioni politiche sul terreno delle fake news e della propaganda disinformativa".

Alessandro Giuli, direttore di [Tempi], ha ricordato l’importanza del linguaggio dei Social: "Noi facciamo dei discorsi troppo sofisticati rispetto alla “guerra” sui Social Network che non si basa sulle parole ma sulle immagini. Tutto è diventato didascalia di immagini. La realtà si è mangiata l’utopia della libertà online. Per la prima volta la destra pu fare le cose di destra, dopo che la sinistra è stata egemonica per molti anni sulla gestione dei nuovi mezzi di comunicazione".

Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia ed esperto di comunicazione digitale, ha invece sottolineato lo stile comunicativo di Forza Italia in campagna elettorale: "Noi abbiamo sempre fatto campagna elettorale con pochi temi e chiari a tutti, difficile da interpretare male. La nostra comunicazione si rivolge al popolo. L’establishment supporta la politica del politicamente corretto e c’è chi si oppone sia a chi è al governo sia al linguaggio che porta con sé. C’è una grande differenza tra l’essere popolare e l’essere populista".

Franco Bechis, vicedirettore di [Libero], invece, ha ripreso il comportamento dei media tradizionali, contestando il concetto che le fake news siano presenti solo sul web: "Un certo modo di dare le notizie da parte dei media tradizionali è uguale a quello delle fake news. Tutti fanno la comunicazione social, anche il mainstream. Un TG ad esempio non fa approfondimento, ha poco spazio anche per le riflessioni. Sui Social c’è invece più disponibilità a ragionare e prendersi del tempo per approfondire" e sul tema della divisione destra/sinistra: "Non esiste destra o sinistra sui social. Le categorie sono sistema e antisistema, mainstream contro non mainstream. La comunicazione che funziona online è la comunicazione anti-sistema, ogni cosa perde di contenuto per diventare arma contro il sistema e ciò non aiuta a comprendere i fatti reali".

Francesco Nicodemo, responsabile della comunicazione del Partito Democratico scelto da Renzi, concordando con Bechis sull’inutilità della distinzione destra/sinistra in rete ha aggiunto: "La Rete ha una penetrazione nella popolazione che supera il 70% e comprende tutto: dai social passando per la lettura di giornali, musica e video. La disinformazione è sempre esistita, è determinante ma non in termini elettorali. Trump ha vinto perché l’altra candidata era sbagliata e anche la sua campagna elettorale lo era".

Anche Luca Donadel, influencer famoso per le sue video-inchieste, ha un’idea precisa di come funzioni l’informazione in rete: "Noi online viviamo in bolle, a volte create dagli algoritmi di Google e Facebook e a volte anche cercate da noi. Trump ha saputo sfruttare i Media: lui parlava quasi solo sui social, erano quindi i Media tradizionali che non potevano fare a meno di Trump, non l’inverso. Ha speso pochissimo per la campagna elettorale. È relativamente semplice quando il brand è una persona specifica, si ha fiducia nelle singole persone e gli influencer devono saper gestire questa fiducia con consapevolezza e responsabilità".

Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e Segretario del Movimento Nazionale per la Sovranità, ha ricordato le differenze generazionali nel fare politica: "Centinaia di migliaia di manifesti di una volta ora si possono tradurre in un post in rete con migliaia di condivisioni, si fa anche meno fatica. Bisogna essere capaci di comprendere le potenzialità del mezzo e di diffidare della tecnica, la guerra alle/delle fake news è un pericolo perché rischia di togliere la voce ai dissidenti e di essere una censura".

Tommaso Longobardi, influencer da 700mila follower, ha spiegato il suo successo online così: "Non sono legato a testate giornalistiche o partiti, quindi mi seguono perché sono percepito come indipendente e neutrale nella mia esposizione, così posso anche andare nelle zone terremotate senza venire fischiato. Io non faccio interpretazioni di ciò che vedo, il mio compito è di mostrare ciò che vedo e poi lascio il giudizio ai miei follower".

Si ritorna nel campo della carta stampata, che si è evoluta con i tempi, con Italo Bocchino, direttore del [Secolo d’Italia], giornale storico della destra italiana: "Il mio giornale ha lottato negli anni per continuare ad esistere. Oggi gli utenti vengono da noi mentre prima eravamo noi a dover andare da loro. Questo cambia tutto. Credo che la comunicazione del centrodestra sul WEB sia un miracolo: noi non abbiamo studiato come i grillini il mondo digitale e non abbiamo una struttura come quella del PD, la nostra influenza è nata dal basso" e ha continuato lanciando un monito ai politici: "È più facile oggi fare un partito [specchio] che un partito [guida]. Avendo gli utenti che ti scrivono ogni giorno si rischia di essere guidati dalle sensazioni online".

Il successo dei temi di centrodestra online è stato sinteticamente spiegato da Eugenio Cipolla, influencer e scrittore di politica, così: "Il centrodestra dà interpretazione ai temi che sono più cari alla maggioranza del Paese e vince per questo. La più grande fake news è che esistano fake news che fanno vincere o perdere le elezioni".


Lavoro di Squadra, Advisor - Cliente

Un team di professionisti a disposizione e in grado di soddisfare tutte le vostre esigenze durante l'intera vita del progetto di Comunicazione e/o Marketing.


Competenza, Efficienza ed Efficacia

Lavoriamo con metodo Olistico (MultiDisciplinare) confrontandoci con il cliente per identificare gli strumenti funzionali al raggiungimento degli obiettivi.


Soluzioni Operative Mirate e Concrete

La nostra Mission: incrementare Efficienza, Efficacia e Competitività delle imprese rappresentate; e successivamente ideare nuove Prospettive di Sviluppo.
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.